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  • Salute: vaccino bimbi puo' dare convulsioni ma rischio basso
    ROMA, 22 FEB - Il vaccino pentavalente usato comunemente nei bambini aumenta il rischio di convulsioni febbrili, ma questo rimane comunque molto basso e non comporta effetti a lungo termine. Lo assicura uno studio pubblicato sulla rivista Jama, basato sui dati di 360 mila piccoli pazienti. L'analisi dell'universita' danese di Aarhus ha preso in considerazione la formulazione che protegge da difterite, polio, tetano, Haemophilus influenzae b e pertosse, molto comune in Usa e Europa del Nord, mentre in Italia si usa quello esavalente che aggiunge anche la protezione dall'epatite B. I ricercatori hanno trovato che il rischio di convulsioni aumenta di sei volte nel giorno della prima iniezione, che di solito e' a tre mesi di vita, di quattro volte dopo la seconda mentre e' assente nella terza. Il rischio assoluto, sottolinea l'articolo, rimane comunque molto basso, circa 4 episodi ogni 100 mila iniezioni, mentre e' assente sia il pericolo di episodi successivi sia di effetti piu' gravi come l'epilessia: E' un sollievo per noi - spiega Yuelian Sun, uno degli autori - il rischio della vaccinazione e' estremamente basso, e l'unica accortezza e' forse di tenere a portata di mano farmaci contro la febbre se questa risulta particolarmente alta .

  • Genetica: pronta penna Usb che sequenzia Dna in pochi minuti
    ROMA, 20 FEB - Bastano una pennetta Usb, 900 dollari e un computer per sequenziare il genoma in pochi minuti. Il dispositivo e' stato messo a punto dall'azienda privata Oxford nanopore, che lo commercializzera' entro quest'anno. Il Minion, spiega l'azienda, e' progettato per utilizzare l'energia e la potenza di calcolo di un normale computer portatile, lavorando senza bisogno di amplificare il Dna come nelle tecniche tradizionali. Alla base dei dispositivo ci sono i nanopori, delle grandi molecole organiche che contengono un buco di 1-2 nanometri (milionesimi di millimetro): le molecole che attraversano la cavita' vengono riconosciute in base alle proprieta' elettriche dei legami che formano. Il microchip messo a punto contiene 512 nanopori, che possono leggere fino a 7500 basi del Dna al secondo. Il dispositivo ha una vita operativa di circa 6 ore, tempo in cui puo' leggere piu' di 150 milioni di basi, approssimativamente l'ordine di grandezza di un cromosoma umano: Lo sviluppo di questa tecnologia ha richiesto due decenni di lavoro - spiega Gordon Sanghera, amministratore delegato di Oxford Nanopore - il prezzo iniziale potrebbe scendere ulteriormente quando la produzione entrera' nella fase di routine .

  • Salute: aprire finestre ospedali aiuta contro superbatteri Batteri esterni utili contro quelli antib
    MILANO, 20 FEB - Lo aveva gia' pensato 150 anni fa la capostipite delle infermiere moderne, Florence Nightingale, e oggi gli studi lo confermano: aprire le finestre fa bene ed e' il segno distintivo di reparti d'ospedale 'in salute', mentre l'aria condizionata e ambienti ultra-sterili contribuiscono alle infezioni. I batteri amici che si trovano negli ambienti esterni possono infatti essere usati per allontanare i microbi e superbatteri responsabili delle infezioni ospedaliere, secondo quanto spiega Jack Gilbert, coordinatore dell'Earth Microbiome Project, un database globale sulle specie microbiche. Aprire le finestre infatti influirebbe sulla composizione delle comunita' di microbi che si trovano su maniglie e superficie, ma senza aumentare il numero dei patogeni pericolosi, come i superbatteri antibiotico-resistenti. ''Aprendo le finestre si lasciano entrare i batteri esterni - ha spiegato Gilbert all'American Association for the Advancement of Science - non facendo ne' diluire i patogeni ne' permettendogli di mettere radici perche' c'e' troppa competizione tra i microbi per accaparrarsi dei nutrienti e dell'energia di cui i batteri hanno bisogno per sopravvivere''. Come rivela l'esperto, c'e' infatti una comunita' 'buona' di batteri che vive negli ospedali e, se si prova a spazzarla via con agenti sterilizzanti o l'uso eccessivo di antibiotici, ''si finisce per perdere questo campo verde di strato protettivo - continua - lasciando spazio ai batteri cattivi che entrano dentro provocando infezioni ospedaliere''. In conclusione, gli ospedali vanno quindi puliti, ma senza esagerare, perche' troppa sterilizzazione puo' essere controproducente.

  • italiani popolo pigro che non rinuncia a alcol e fumo Iss,66% si sente bene ma 25% ha colesterolo al
    ROMA, 17 FEB - Gli italiani si 'sentono' bene ma in realta', percentuali piuttosto alte di cittadini hanno il colesterolo alto, la pressione fuori controllo, il diabete, e conducono una vita sedentaria, senza rinunciare ad alcol e sigarette. Eppure il 66% riferisce di sentirsi bene e solo il 4% dice di star male ma questa, appunto, e' la percezione. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal sistema di monitoraggio Passi dell'Istituto Superiore di Sanita', il 25% di italiani dichiara di aver ricevuto una diagnosi di ipercolesterolemia, il 21% soffre di ipertensione, il 18% ha almeno una malattia cronica, l'8% ha una patologia respiratoria e un altro 8% ha il diabete mellito, riscontrato soprattutto tra le persone con un basso livello di istruzione e molte difficolta' economiche. Il quadro che emerge e' quello di una popolazione piuttosto sedentaria (29%), caratteristica soprattutto femminile e piu' frequente nelle Regioni del Centro-Sud. L'obesita' colpisce una persona ogni dieci (12% uomini, 10% donne) ed e' più frequente tra coloro che hanno molte difficolta' economiche e bassa scolarita' (tra le donne con bassa istruzione la prevalenza di obesita' e' circa doppia rispetto alle laureate). Il 28% degli italiani fuma quotidianamente (uomini 32%, donne 24%) e il 20% riferisce un consumo di alcol a rischio. A bere sono piu' gli uomini (25%) rispetto alle donne (15%) e in entrambi i generi l'abitudine e' piu' diffusa nelle fasce d'eta' giovanili e tra i residenti delle Regioni settentrionali. Nelle donne, il consumo definito a rischio, e' piu' frequente fra chi ha un livello alto di istruzione.

  • Carnevale:Nas ritirano 'penne a scoppio', pericolo lesioni
    ROMA, 15 FEB - Tra i tanti giochi e scherzi di carnevale in commercio, quest'anno sul mercato vi erano anche le 'penne a scoppio Biro Bang', ma nei giorni scorsi i Carabinieri della sanita' Nas hanno provveduto a ritirarle perche' pericolose per la salute. A seguito di un'azione dei Nuclei antisofisticazione e sanità (Nas), rende noto il ministero della Salute sul suo sito, sono state ritirate e richiamate dal commercio, perché in grado di generare lesioni ad occhi o altre parti del corpo, le cosiddette penne a scoppio Biro Bang . Si tratta di scherzi di carnevale pienamente ascrivibili alla categoria giocattoli, anche se a volte, sottolinea il dicastero, ''impropriamente commercializzati come articoli decorativi per adulti''.

  • Piombo nei rossetti piu' venduti, dibattito su rischi in Usa Fda rassicura
    ROMA, 15 FEB - La maggior parte dei rossetti, uno tra i cosmetici piu' amati dalle donne e piu' venduti al mondo, contiene piombo, una sostanza potenzialmente tossica anche a basse concentrazioni, tanto che dal '78 e' proibito usarlo come additivo nelle vernici. A richiamare l'attenzione sul tema e sui presunti rischi derivanti dall'uso dei rossetti e' il gruppo Campaign for Safe Cosmetics, che ha analizzato uno studio indipendente condotto dalla Food and Drug Administration su 400 rossetti. Ma l'FDA rassicura anche attraverso una pagina dedicata al tema e consultabile sul suo sito internet: ''abbiamo messo a punto e convalidato un modo per misurare la concentrazione di piombo nei rossetti oggi sul mercato e non abbiamo trovato quantitativi di piombo che potrebbero porre dei dubbi sulla sicurezza'' dell'utilizzo di questi cosmetici. Il gruppo Campaign for Safe Cosmetics, pero', non sembra soddisfatto di queste rassicurazioni infatti, su Retuers Health, la sua portavoce, Stacy Malkan, sostiene che invece non c'e' da star tranquilli perche' non sono fissati degli standard e dei limiti di sicurezza per il contenuto di piombo ammesso per i rossetti. Dall'analisi, spiega Malkan, emerge che quasi tutti i 400 rossetti analizzati, tra cui anche quelli piu' venduti al mondo e delle marche piu' famose, contengono piombo. Ma l'FDA il cui studio indipendente sara' pubblicato nel numero di maggio-giugno del Journal of Cosmetic Science, sostiene che le concentrazioni di piombo rilevate non sono comunque fonte di pericolo per la salute.

  • Salute: fetta di torta al cioccolato alleata perdita peso Fa correre piu' velocemente metabolismo
    ROMA, 13 FEB - Una fetta di torta al cioccolato: da nemica giurata di tutte le persone a dieta a possibile alleata per la perdita di peso, ma solo a colazione. E' quanto dimostra uno studio condotto dai ricercatori della Tel Aviv University, secondo il quale al mattino mangiare una fetta di dolce nell'ambito di una ricco primo pasto della giornata che include anche proteine e carboidrati aiuterebbe a far correre piu' velocemente il metabolismo, dando nuova energia e riattivando anche le funzioni cerebrali. Non solo: mangiare la fetta di torta al cioccolato al mattino (ma anche biscotti, purche'sempre al cioccolato) aiuta a non sentirne piu' il bisogno nel corso della giornata e a lungo termine, stabilizzando in qualche modo l'apporto calorico giornaliero complessivo, aiuta anche a stabilizzare il peso. Per giungere a questo risultato gli studiosi hanno coinvolto nella ricerca 193 obesi clinici, non diabetici, che sono stati suddivisi in due gruppi che per 32 settimane hanno fatto colazioni diverse: il primo gruppo ha una da 300 calorie a basso contenuto di carboidrati, il secondo invece una piu' ricca (600 calorie) che includeva anche una fetta di torta al cioccolato. Il risultato e' stato che chi e' stato sottoposto al secondo tipo di regime alimentare al mattino ha perso in totale circa sette chili in piu'.

  • Allattamento seno previene obesita' in adolescenza
    SYDNEY, 13 FEB - L'esercizio fisico e una vita sana, come e' noto, prevengono l'obesita' infantile, ma una nuova ricerca australiana indica che l'allattamento al seno aiuta anche a risparmiare al bebe' di finire in sovrappeso nell'adolescenza. Secondo lo studio dell'universita' Flinders di Adelaide, condotto dalla docente di nutrizione e dietetica prof. Jane Scott, i neonati allattati al seno per sei mesi o piu', a 16 anni hanno una probabilita' del 36% inferiore di essere in sovrappeso, e del 49% inferiore di essere obesi, rispetto ai coetanei allattati con il biberon - un'ulteriore dimostrazione che i benefici dell'allattamento al seno si estendono ben oltre l'infanzia. Una spiegazione probabile, sostiene Scott, e' che l'allattamento al seno e' guidato dal neonato, mente quello col biberon e' guidato dalla madre. Nel primo caso, se il bebe' non ha piu' fame smette, mentre con la formula le madri insistono finche' il piccolo non finisce la bottiglia. ''Insegnano al bebe' a sopprimere l'abilita' innata a smettere quando e' sazio'', spiega la studiosa. Lo studio ha esaminato i casi di 2066 bambini e adolescenti di eta' fra 9 e 16 anni, il 90% dei quali erano stati allattati al seno. Mentre il 45% di questi erano stati allattati al seno ancora a sei mesi, solo il 10% era stato alimentato esclusivamente con il latte materno. ''Pur tenendo conto di fattori che influenzano il peso - fra cui l'eta', le origini etniche e livello di istruzione della madre, oltre all'apporto di energia, le abitudini di esercizio e i tempi di sonno del figlio, l'allattamento al seno mostra di ridurre significativamente il rischio di diventare in sovrappeso negli anni successivi'', scrive Scott.

  • Salute: con 2.000 calorie raddoppia rischio perdita memoria
    ROMA, 13 FEB - Superare a tavola le 2.000 calorie giornaliere non crea solo problemi con la bilancia ma anche con i propri ricordi. Con una tale quantita' di calorie, raddoppia il rischio di perdita di memoria e l'insorgenza di declino cognitivo, a partire dai 70 anni. Esiste una correlazione dose-risposta, cioe' piu' calorie di assumono piu' e' alto il rischio di danneggiare il cervello e avviarlo verso la perdita della memoria. L'hanno descritta alcuni ricercatori della Mayo Clinic di Scottsdale, in Arizona che hanno presentato il loro studio al meeting annuale dell'American Academy of Neurology. Per la ricerca sono stati arruolati 1.233 individui tra i 70 e gli 89 anni divisi in tre gruppi in base all'apporto calorico giornaliero riferito. In uno dei tre gruppi c'erano i soggetti che hanno dichiarato di consumare tra le 2.000 e le 6.000 calorie al giorno. La probabilita' di riscontrare una condizione nota come Mild Cognitive Impairment (MCI) ovvero declino cognitivo lieve era piu' del doppio nel gruppo che mangiava di piu', rispetto agli altri due. Il declino cognitivo lieve consiste in una riduzione di efficienza mentale piu' grave del declino fisiologico dovuto all'eta' e non grave come una demenza senile ma puo' anche progredire verso l'Alzheimer.

  • Tumori:seno;calo tasso mortalita' del 7% in Ue e in Italia Studio Mario Negri, in prossimo futuro an
    MILANO, 13 FEB - Il tumore al seno rimane la principale causa di mortalita' per cancro nelle donne dell'Unione Europea. Tuttavia il tasso di mortalita' per il cancro alla mammella e' diminuito del 7% tra il 2002 e il 2006, passando da 17,9 a 16,7 donne ogni 100mila. Un andamento osservato anche in Italia, come ha rilevato lo studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto 'Mario Negri' e pubblicato sulla rivista 'The Breast'. In Italia, la riduzione nella mortalita' totale e' stata del 7,5% nel quinquennio considerato. Nel 2007, la mortalita' e' stata di 16,2 donne ogni 100mila, con 11.916 decessi. ''Lo studio - spiega Cristina Bosetti, ricercatrice del Mario Negri - indica una costante riduzione nella mortalita' per tumore della mammella in Europa negli ultimi 25-30 anni, come negli Stati Uniti. Cio' e' dovuto principalmente ai progressi nella terapia''. I cali piu' significativi sono stati osservati nei Paesi del Nord Europa (-38% nel Regno Unito), mentre sono stati piu' modesti nei Paesi del Centro ed Est Europa, dove la mortalita' e' risultata in crescita fino alla fine degli anni '90. La diminuzione nella mortalita' e' stata piu' evidente nelle donne giovani (-11,6% tra i 20 e 49 anni nell'Ue), mentre si e' ridotta con l'avanzare dell'eta' (-6,6% tra 50-69 anni, -5% a 70-79 anni). Un trend positivo iniziato gia' nel decennio precedente, dove la letalita' del tumore al seno era calata di oltre il 15% nell'Ue, dalla fine degli anni '80 all'inizio degli anni 2000. Gli andamenti piu' favorevoli nelle giovani donne suggeriscono che la mortalita' complessiva di questa patologia in Europa si ridurra' ulteriormente in futuro. Nell'Ue si stima una diminuzione del 9% tra il 2006 e il 2012, un tasso di mortalita' attorno a 15 ogni 100mila donne e circa 88mila decessi. ''A fine 2012 - conclude Bosetti - saranno oltre 25mila i decessi evitati ogni anno in Europa rispetto alla mortalita' degli anni '80''.