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Liberalizzazioni:in arrivo 'incisive' modifiche su farmacie
ROMA, 22 FEB - Una riformulazione dell'articolo 11 che contiene le misure sulle farmacie, che portera' ''incisive modifiche''. E' questo l'orientamento del ministero della Salute che, secondo quanto si apprende, ha ''incisivamente modificato'' l'articolo 11. Sempre secondo quanto si apprende, l'intervento e' volto a ''cercare di corrispondere alle proposte'' fatte dai vari attori in campo. Proprio sulle farmacie in commissione Industria del Senato si e' registrato un empasse, e la proposta di modifica potrebbe arrivare a breve.
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Appello dei medici a Monti per «un intervento urgente di rilancio del Ssn»
Appello di diciotto sigle sindacali di medici e dirigenti sanitari a Mario Monti, al ministro della Salute Renato Balduzzi e al presidente dei governatori Vasco Errani per chiedere «un intervento urgente che affronti con rinnovato slancio e fiducia la crisi del Ssn e che sappia trovare le soluzioni più efficaci per assicurare a tutti i cittadini il diritto di essere curati secondo i propri bisogni indipendentemente dalle loro condizioni economiche e dal loro luogo di residenza».
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Garante della privacy: pazienti online informati dei rischi
Maggiore consapevolezza nel mettere in rete informazioni relative al proprio stato di salute. È quanto chiede il Garante della privacy a tutti coloro che partecipano a forum, blog e social network nei siti che si occupano esclusivamente di tematiche sanitarie.
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La legge in «Gazzetta»: un anno di tempo per chiudere gli Opg
Chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2013: la legge 17 febbraio 2012, n. 9 «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri» è stata pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 42 del 20 febbraio 2012 e all'articolo 3-ter contiene la norma sugli Opg.
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Punti nascita: la relazione della commissione errori in aula alla Camera
Nei punti nascita italiani si effettuano in media circa 90 parti al mese, ma la situazione varia profondamente da struttura a struttura: si va dai 28 di quelle più piccole, ai quasi 290 di quelle grandi. È quanto rivela la relazione conclusiva approvata a dicembre dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e le cause dei disavanzi sanitari regionali che oggi approda all'aula della Camera.Il dato emerge dai punti nascita esaminati: 460 sui 570 totali distribuiti sul territorio di 17 Regioni, fatta eccezione per Umbria, Calabria, Sardegna e Liguria, delle quali si registra mancata o incompleta risposta dai questionari sottoposti agli assessorati regionali competenti. A conti fatto sono dunque almeno 86 le strutture sanitarie che effettuando meno di 500 parti all'anno andrebbero chiuse perché ben al di sotto della quota 500 indicata dal piano nazionale punti nascita come livello minimo accettabile.
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LA SETTIMANA IN PARLAMENTO
Approda martedì 21 febbraio in commissione Affari sociali il testo del Milleproroghe emendato al Senato.Prosegue mercoledì 22 febbraio alla commissione Affari sociali della Camera la discussione e la votazione degli emendamenti del Ddl «Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale» (seguito esame ulteriore nuovo testo unificato C. 278 - 799 - 977 -ter - 1552 - 1942 - 2146 - 2355 - 2529 - 2693 - 2909/A - rel. Di Virgilio), che proseguirà anche il giorno successivo. All'esame l'articolo 8 bis sulle assicurazioni obbligatorie per i medici dipendenti, ma il ministro della Salute Balduzzi ha fatto sapere di avere l'intenzione di presentare un emendamento per prevedere la scelta dei primari e dei direttori generali anziché su una terna da una graduatoria. Al Senato, in commissione Igiene e Sanità, riprendono le audizioni sul Ddl 2935 (sperimentazione clinica e riforma degli ordini delle professioni sanitarie). E' la volta di Amedeo Bianco presidente FnomCeO.
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Liberalizzazioni, Balduzzi: la norma sui generici non viola la professionalità del medico
Se la norma sui generici contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni non fosse del tutto chiara potrebbe anche essere previsto un emendamento per spiegarla meglio, ma la previsione «non mette in pericolo i livelli occupazionali e produttivi delle aziende farmaceutiche: è sufficiente che allineino i prezzi dei medicinali di marca a quelli dei corrispondenti generici. Così possono mantenere del tutto inalterate le loro quote di mercato, ma complessivamente crescerà la cultura del farmaco equivalente e ci sarà un risparmio per i cittadini». Lo ha affermato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, durante il question time alla Camera, rispondendo a un'interrogazione di Francesco Pionati (Popolo e territorio) sugli effetti della norma in questione, contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni.
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Milleproroghe: Aifa e Istituto mediterraneo di ematologia le novità sanitarie del maxiemendamento
Via libera dell'Aula del Senato alla fiducia posta dal governo sul decreto Milleproroghe. I voti a favore sono stati 255 e i voti contrari 34. Con l'ok alla fiducia viene approvato anche il provvedimento che tornerà all'esame della Camera, in terza lettura, per l'ok definitivo.Il decreto, pena la decadenza, deve essere convertito in legge entro il 27 febbraio.
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LA SETTIMANA IN PARLAMENTO
Prosegue mercoledì 15 febbraio alla commissione Affari sociali della Camera la discussione e la votazione degli emendamenti del Ddl «Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del Servizio sanitario nazionale» (seguito esame ulteriore nuovo testo unificato C. 278 - 799 - 977 -ter - 1552 - 1942 - 2146 - 2355 - 2529 - 2693 - 2909/A - rel. Di Virgilio), che proseguirà anche il giorno successivo.Al Senato, in commissione Igiene e Sanità, sono previste una serie di audizioni per l'indagine conoscitiva sulle procedure di accertamento delle minorazioni civili da parte dell'Inps e l'esame in sede consultiva della comunitaria 2011.
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Liberalizzazioni: Farmindustria, eliminare norma su generici A rischio 65.000 posti diretti e 64.000
ROMA, 8 FEB - L'introduzione della norma in favore della diffusione dei farmaci generici ''causera' il trasferimento coatto delle produzioni, oggi realizzate in un sistema che conta 165 stabilimenti produttivi, dall'Italia ad altri Paesi, con la chiusura di questi impianti. E proprio ora che le imprese industriali farmaceutiche potrebbero rappresentare parte della soluzione ai problemi del Paese, perche' motore di crescita''. E' la posizione di Farmindustria esposta durante l'audizione in commissione industria del Senato nell'ambito delle audizioni sul dl liberalizzazioni. ''Le conseguenze saranno gravissime: per l'occupazione di 65.000 dipendenti diretti; per i 64.000 che lavorano in un indotto di eccellenza; per gli investimenti pari a 2,4 miliardi all'anno. Discriminare i prodotti con marchio significa penalizzare le aziende che anche dopo la scadenza del brevetto continuano sia ad investire sui prodotti sotto il profilo produttivo e di ricerca, sia a mantenere una costante attività di informazione medico-scientifica, tramite gli informatori scientifici, presso i medici, anche nei confronti delle nuove generazioni di professionisti, sui prodotti con marchio a brevetto scaduto, con una conseguente ricaduta positiva anche sui conti pubblici. Si tratta delle stesse aziende fortemente impegnate nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi per patologie ancora incurabili o parzialmente curabili, sempre piu' indirizzati alla terapia personalizzata e quindi all'appropriatezza terapeutica. Tutti i Paesi europei devono impegnarsi nella creazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo dell'innovazione, irrinunciabile motore di crescita''.
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